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L’origine delle Masserie risale alla formazione del latifondo romano.Studiosi parlano di un’importante presenza: quella dei Monaci Basiliani testimoniata da un affresco Basiliano del XI- XII secolo d.C. presente nella grotta del castello. I latifondisti per ovviare alla selvatichezza dei terreni ne avrebbero concesso una parte ai monaci affinché fondassero chiese e monasteri e li coltivassero per il loro sostentamento,sarebbero nati così ì casali: piccoli nuclei abitati con finalità religiose agricole e anche difensive che sarebbero diventate le strutture di base delle masserie a Crispiano. A seguito della legge della fedaulità i latifondi e le terre ecclesiastiche divennero territori demaniali e furono quotizzate per cui i contadini non potendo trarre reddito sufficiente dalle misere quote le vendettero ai Borghesi. Abolite le colture erbose furono introdotte le colture legnose (vite, olivo, mandorle) e tutta la campagna si organizzò intorno al nucleo aziendale della masseria, che assunse la funzione di difesa e coordinamento della produzione agricola . La collaborazione tra i proprietari ed i massari ,uomini di fiducia con il compito di gestire la masseria e di controllare costantemente l’andamento della produzione e dell’ attività agricola ,hanno favorito il radicamento della tradizione agricola la cui eredità è arrivata fino ai giorni nostri, infatti anche con l’avvento dell’ industrializzazione Crispiano non si è mai allontanato in modo netto dalle sue origini contadine ; gran parte delle famiglie possiedono terreni coltivati a vigneti ed uliveti.Certo è che negli ultimi anni con la rivalutazione dei prodotti agricoli come vino ed olio che si stanno imponendo sul mercato come veri e propri tesori ,Crispiano ed in particolare la Famiglia.
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